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AAC: (Advance
Audio Coding). Tecnica di compressione e trasmissione dati
audio in Rete, tecnicamente viene chiamata.
AAD: Sigla riportata sulle copertine
dei CD, significa che la musica e' stata registrata e masterizzata
in forma analogica (le prime due A) ma memorizzata in forma digitale
(su CD)
ABR: (Average Bit rate, bit rate medio).
Codifica che deriva dal VBR. Consiste nel mantenere inalterato il
bitrate durante la codifica.
AC-3 Dolby: Sistema di compressione
dati audio con rapporto 11:1 , senza perdita qualitativa, produce
file "e-mod.
ADD: Musica registrata in forma
analogica (A) masterizzata o rimasterizzata digitalmente (D) e poi
archiviata su CD (terza D)
ADSL: (Asymmetrical Digital Subscriber
Loop). Tecnologia di compressione del segnale che consente
di trasportare sul tradizionale cavo in rame telefonico servizi
ad alta velocità (Tv interattiva, VOD ecc.); la trasmissione
è asimmetrica, con capacità superiore verso l'utente.
ADSL:Acronimo di (Assymmetric Digital Subscriber) E' una tecnologia
per trasmettere informazioni digitali a larga banda su linee telefoniche
tradizionali, senza ricorrere quindi a installazioni di linee particolari.
Alfa Channel: Si tratta degli
8 bit più significativi dei 32 di un’immagine. Questi
bit sono utilizzati da alcuni programmi di grafica per manipolare
i 24 bit rimanenti che rappresentano le informazioni sui colori
(8 bit per il rosso, 8 per il blu e 8 per il verde). In questo modo
si possono modificare i colori o mascherare i pixel che compongono
l’immagine.
ACCOPPIAMENTO AMPLIFICATORE – ALTOPARLANTE:
è di fondamentale importanza, poiché il rendimento
dell’altoparlante è già di per sé molto
basso (tipicamente il rapporto fra potenza acustica irradiata e
potenza elettrica assorbita è dell’ordine di 0,5-1,5%,
ed il resto viene trasformato in calore).
Accorgimenti :
• minimizzare le perdite sul cavo e sulle connessioni
• ottenere il massimo trasferimento di potenza dall’amplificatore
all’altoparlante
Per ottimizzare questo secondo aspetto occorre che l’impedenza
di uscita dell’amplificatore e quella di ingresso dell’altoparlante
siano bel accoppiate.
Le cose si complicano poiché l’altoparlante presenta
un carico complesso, sia elettrico che meccanico, e la sua impedenza
varia ampiamente con la frequenza del segnale che lo pilota.
ALTOPARLANTE: la funzione fondamentale
di un altoparlante è quella di rispondere ad un segnale elettrico,
contenente frequenze dello spettro udibile e produrre delle vibrazioni
meccaniche per irradiare onde sonore, che corrispondano il più
possibile al segnale originale.
Nella pratica le cose non sono così semplici e perché
quanto detto sia possibile occorrono sforzi di progettazione e realizzazione
notevoli.
Alcune delle maggiori difficoltà includono la realizzazione
di un diaframma e di una sospensione che soddisfino ai seguenti
requisiti:
a) Risposta in frequenza ideale da 20 Hz a 20KHz
b) Sopportare un buon range dinamico
c) Irradiare le onde sonore con un grado di dispersione sufficiente
a tutte le frequenze, mantenendo l’equilibrio timbrico del
segnale originale.
Tutte queste caratteristiche fanno ancora oggi dell’altoparlante
l’anello più debole di una catena di riproduzione audio.
ALTOPARLANTI A BOBINA MOBILE:
Il “voice coil” è costituito da un avvolgimento
di filo su di un supporto cilindrico, centrato all’interno
del campo radiale del magnete.
Facendo passare una corrente alternata nella bobina, si produce
una forza elettrodinamica dovuta all’interazione fra il campo
magnetico fisso (quello generato dal magnete) e quello variabile
generato dal passaggio di corrente.
Questa forza ha una linea d’applicazione che è perpendicolare
alla direzione del campo magnetico fisso, causando quindi il movimento
in avanti e indietro della bobina. Si noti che la forza elettrodinamica
che fa muovere la bobina, aumenta all’aumentare del campo
magnetico, all’aumentare della corrente che la percorre e
alla sua lunghezza (cioè della porzione di bobina situata
all’interno del campo magnetico).
Poiché la bobina non sarebbe in grado di provocare un sensibile
spostamento di aria, ad esso è collegato meccanicamente un
leggero diaframma o cono, meglio in grado di irradiare onde sonore.
Per il resto, il sistema è tenuto in posizione da un centratore
(spider) del cono e da un supporto flessibile sul bordo esterno
(sospensione) che assicurano la possibilità di un movimento
di tipo “a pistone” assiale evitando spostamenti di
laterale.
L’impedenza meccanica è una funzione complessa della
massa mobile (bobina, cono, carico dell’aria) della resistenza
dovuta alle perdite di frizione nella sospensione e nella radiazione,
e della rigidità totale del sistema.ATM: (Asynchronous Transfer
Mode) - Protocollo di commutazione a pacchetto (v. Rete a commutazione)
per reti B-ISDN ad altissima capacità di trasmissione.
AVI: (Audio Video Interleaved).
Estensione dei file di Video for Windows, formato introdotto da
Microsoft per la gestione di contenuti audio e video su sistemi
Windows.
Bandwidth: Capacità di
trasmissione, che varia a seconda della tecnologia e del supporto
trasmissivo: alta per la fibra ottica, bassa per il doppino telefonico.
Bass reflex: Caratteristica costruttiva
di alcuni diffusori che adottano un foro per il passaggio d'aria
tra l'interno e l'esterno del cabinet. In questo modo si rafforzano
le basse frequenze.
Baud: Misura della velocità
di trasmissione, corrispondente a 1 bit/secondo. Quando si usa un
modem per inviare un'informazione digitale su rete analogica, si
indica la velocità alla quale il circuito può mutare
dal tono usato per rappresentare lo zero binario a quello usato
per rappresentare l'uno binario.
Bit rate: Indica la quantità
di informazione (bit) necessaria per rappresentare un certo dato
digitale. Nel video indica la velocita' con la quale il video o
l'audio vengono codificati,trasmessi o riprodotti.
Bit: Acronimo di binary digit,
unità di infomazione che nella trasmissione binaria digitale
può avere valore zero o uno.
Bit: E' l'unita' fondamentale delle informazioni
digitali, puo' avere solo due stati "vero/ falso".
Bitstream: E' un metodo di conversione
di segnale digitale/analogico. Tale metodo processa ogni singolo
bit molto piu' velocemente di un convertitore multibit.
BMP: E' il formato standard di
immagini bitmap di Windows su computer DOS e Windows compatibili.
Formato molto ingombrante generalmente non compresso.
BPS: bytes per secondo.
Byte: Gruppo di otto bits combinati
per rappresentare un carattere alfabetico o un segnale.
CATV (Community Antenna Television) -
Rete per la trasmissione di programmi televisivi via cavo; attualmente,
usando il cavo coassiale, possono essere trasmessi fino a 30 programmi
simultanei; usando tecnologie più avanzate i programmi trasmessi
potrebbero essere centinaia.
Cavo coassiale: Supporto trasmissivo
usato per le CATV, ha capacità inferiore alla fibra ottica.
CBR: (Constant Bit Rate, Bit rate costante)
la modalità con cui si può codificare una sequenza
video o audio. Il bitrate rimane costante ed è quindi possibile,determinare
il peso del file finale.
CCD: Charge Coupled Device, un
particolare chip composto da migliaia di fotosensori che permette
di convertire un'immagine in un segnale elettrico.
CIF: (Common Intermediate Format)
Indica una risoluzione di immagine (soprattutto video) dedicata
inizialmente a videoconferenze. Si tratta in sostanza di metà
della risoluzione televisiva ( 352x288 per lo standard PAL, 352x240
per lo standard NTSC) ed è quella utilizzata dal VCD.
Client: Computer collegato a
una rete attraverso cui l'utente può comunicare sia con altri
clients che con il computer principale (server).
Codec: (COder-DECoder o COmpressor-DECompressor).
E' il software o l'hardware che fa funzionare l'algoritmo di compressione
dei dati audio e video.
Comb Filter: Separazione nitida
dei segnali colore e bianco e nero associati, per evitare strisce
di colore e vibrazioni dei contorni, e per assicurare una massima
precisione dei dettagli.
Composito: Sistema di codifica
video in cui tutte le informazioni relative ai livelli di colore,
alla luminosità e al sincronismo dei fotogrammi vengono raggruppate
in un singolo segnale.
Compressione digitale: Tecnica
di riduzione, attraverso algoritmi matematici di compressione, della
quantità di dati (bits) trasmessi; arrivati a destinazione
i dati vengono riportati al loro stato originario usando algoritmi
di decompressione.
COMPRESSIONE MPEG-2 IBP: La compressione
IBP viene sfruttata soprattutto per il video streaming di altissima
qualità. Infatti le creazioni MPEG-2 come DVD e CD Video
multimediali sfruttano questo formato particolare proprio per avvantaggiarsi
dell' alta qualità concessa dal formato MPEG-2 unita a data
rate ancora più bassi. Il formato IBP è composto ancora
di gruppi di frames "GOP", più lunghi ancora che
nel formato "IPP" e sono composti da frame di tipo "I"
(Intra-Frame), frame di tipo "P" (Predictive-Frame) e
frame di tipo "B" (Backwards-Predictive-Frame). I frame
di tipo "B" sono interposti tra i frame di tipo "I"
e quelli di tipo "P", e permettono di ridurre ulteriormente
le informazioni memorizzate su disco fisso, pur mantenendo la stessa
qualità dei formati precedenti. Data l' alta compressione
e la notevole complessità, non è possibile operare
a livello di frame durante il montaggio.
COMPRESSIONE MPEG-2 I-FRAME:
Nella compressione I-Frame per ogni frame acquisito da una sorgente
video, viene creato un frame compresso MPEG-2. Questa codifica si
chiama compressione "Intra-frame", dove la dimensione
di ogni frame è identica. E' molto simile alla compressione
M-JPEG infatti per mantenere una alta qualità del video acquisito,
abbisogna di un elevato data rate e di notevole spazio su disco
fisso. Il formato MPEG-2 I-frame permettere una elevata precisione
in fase di montaggio.
COMPRESSIONE MPEG-2 IPP: La compressione
IPP presenta una condizione particolare: Il video acquisito è
composto da vari gruppi di frames, denominati "GOP". I
"GOP" sono composti da un frame di tipo "I"
e seguito da una serie più o meno lunga di frames predittivi
denominati "P-frame". La particolarità risiede
nel fatto che i frames di tipo "P" sono composti solamente
dalle parti modificate rispetto al frame precedente. Ciò
permette di ottenere un data rate inferiore del 50% rispetto alla
compressione M-JPEG o MPEG-2 "I-Frame" mantenendo la stessa
qualità. Anche questo formato permette di operare sul singolo
frame durante il montaggio.
Croma Key: Questa tecnica permette
di "bucare" un ben determinato colore (od una gamma di
colori) nel fotogramma, permettendo in questo modo di sostituirlo
con un'altro colore o, piu' precisamente, con un'altra clip.
Cropping: Significa ritagliare
un'immagine. Spesso e' riferito allo scorporamento di una porzione
d'immagine precedentemente selezionata per conservare solo la parte
di interesse.
CROSS-OVER: circuito elettronico
che provvede al taglio di frequenze da assegnare ad ogni altoparlante.
Normalmente esistono cross-over a due, tre o quattro vie, a seconda
del numero di tagli di frequenze che si vogliono creare.
Nel caso del cross-over a tre vie si avrà una divisione dell’intervallo
di frequenze che viene identificata con: basse frequenze da assegnare
al woofer, medie frequenze da assegnare al mid range alte frequenze
da assegnare al tweeter.
La pendenza della zona di transizione stabilisce l’ordine
del filtro di cross-over. Più è alta la pendenza del
filtro, più l’altoparlante sarà pilotato con
un intervallo di frequenze ben delimitato.
Un cross-over con filtri di ordine elevato implica una maggiore
complessità circuitale.
CROSS-OVER ATTIVO: a differenza
di quello passivo che è costituito solo da resistenze, condensatori
e bobine, nei quali transita tutta la potenza che va agli altoparlanti,
il cross-over attivo è costruito utilizzando amplificatori
selettivi che lavorano su segnali a livello di linea.
Ciò permette di avere una precisione di taglio delle frequenze
ed una risposta molto più lineari.
CRT: (Cathode Ray Tube) Monitor
a tubo catodico.
CSS: (Content Scrambling System) Si
tratta di un sistema di protezione dei DVD dalla possibilità
di copia illegale, creato tramite un procedimento di criptaggio
/autenticazione digitale. tutti i DVD ne sono provvisti ma si può
eliminare con il processo di ripping.
DAT: E' l'acronimo di Digital-Audio-Tape
e' un tipo di registrazione in ambiente professionale che registra
il segnale su nastro in formato digitale.
DBS: (Direct Broadcasting by Satellite)
- Trasmissione di programmi televisivi attraverso l'uso
del satellite.
DECT: (Digital Extended Cordless Telecommunications)
- Tecnologia per la fonia avanzata wireless digitale; a differenza
del GSM ha una rete dotata di più antenne che consente di
offrire migliori prestazioni richiedendo minore potenza al telefonino.
DIFFUSORE CON BASS-REFLEX: rappresenta
una valida alternativa al diffusore chiuso, poiché permette
di sfruttare, opportunamente trattandola, l’emissione posteriore
di aria dell’altoparlante, aumentandone quindi l’efficienza,
soprattutto alle basse frequenze.
Per fare ciò si introducono, solitamente sul pannello frontale
o quello posteriore, uno o più fori collegati a tubi di raccordo,
le cui dimensioni vengono attentamente calcolate in modo che le
vibrazioni della massa di aria in essi contenuta risuonino alla
stessa frequenza del sistema altoparlante-contenitore.
Ciò implica anche una minore escursione del cono alla frequenza
di risonanza stessa, rispetto al caso di diffusore chiuso.
Invece di utilizzare il sistema bass-reflex è possibile installare
sul pannello frontale un altoparlante passivo, costituito solamente
dal cono, senza la bobina e quindi senza segnale elettrico ad esso
applicato, che si muove in avanti quando l’altoparlante principale
rientra comprimendo l’aria all’interno della cassa sfruttandone
così l’emissione posteriore.
DIFFUSORE PASSIVO: cassa acustica
in cui tutti gli altoparlanti sono pilotati da un unico amplificatore
e la divisione delle frequenze per ogni altoparlante è effettuata,da
un circuito elettronico detto cross-over.
DLP: (Digital Light Processing)
è una tecnologia recente (brevetto Texas Instruments) che
basa il suo principio di funzionamento su un chip (un DLP appunto)
sulla cui superfice vi sono degli "specchietti" mossi
da un computer.
Il fascio di luce di una lampada colpisce gli "specchietti"
i quali, variando la propria incidenza, rifrangono la luce in modo
da creare l'immagine in movimento.
Dolby Digital: Un sistema di
riproduzione dell'home-theatre che usa cinque canali separati piu'
il canale subwoofer, e' anche conosciuto come AC-3.
Dolby Pro-Logic II: Sistema introdotto
dalla Dolby Laboratories il 20 luglio 2000 è un sistema di
decodifica che permette ad una traccia audio codificata in Dolby
Pro-Logic (stereo) di essere convertita in modo da simulare un sistema
a cinque canali (5.1).Tale miglioramento è ottenibile partendo
da una normale fonte audio Pro-Logic.
DOLBY SYSTEM: E’ un sistema
di registrazione e di riproduzione del suono brevettato dall'inglese
Dolby nel 1966. Si avvale di procedimenti per la riduzione del rumore
di fondo e un’alta qualità del suono in registrazione
e riproduzione. In fase di registrazione, e comunque prima del riversamento
del suono sul supporto di diffusione, il livello dei suoni più
deboli viene alzato in modo da essere staccato dal rumore di fondo,
un’ accentuazione che riguarda gli acuti. In lettura della
traccia sonora si opera una manipolazione inversa: si abbassa il
livello dei suoni accentuati e conseguentemente l’ampiezza
del rumore di fondo. Il Dolby A, usato per le copie di film e per
le registrazioni magnetiche professionali, agisce su tutto lo spettro
sonoro, mentre il Dolby B viene utilizzato nei prodotti di tipo
consumer ed agisce soltanto sulle alte frequenze. Un sistema che
migliora il rapporto segnale/rumore di almeno dieci decibel nelle
basse e medie frequenze, e di almeno quindici decibel negli acuti,
e cioè dove il rumore di fondo si percepisce maggiormente.
Il rapporto segnale/rumore di una copia ottica 35 mm si trova così
portato a circa 60 decibel. Nelle copie a 35 mm o 70 mm a suono
magnetico (inizialmente migliore del suono ottico) il rapporto segnale/rumore
si attesta, su copie nuove, tra i 60 e i 70 decibel.
DOLBY STEREO: Il procedimento
Dolby Stereo offre contemporaneamente la stereofonia, la riduzione
del rumore di fondo, e il miglioramento della banda passante, inoltre
consente i vantaggi del suono ottico tradizionale, con il quale
è compatibile. Il Dolby Stereo ha risolto il problema della
stereofonia nelle sale cinematografiche. In precedenza le due colonne
ottiche di cui era stata dotata la pellicola (1972) non davano risultati
soddisfacenti. Gli altoparlanti laterali, infatti, non erano in
grado di colmare il vuoto sonoro al centro. Per superare il problema,
senza dover ricorrere a una terza pista, Dolby ideò e programmò
un software in grado di stabilire sia la successione delle alternanze
degli altoparlanti, sia di creare un segnale centrale, analizzando
la differenza di volume esistente tra la colonna di destra e quella
di sinistra. In tal modo nella sala si ha una riproduzione di questo
tipo: destra, centro (per i dialoghi), sinistra, e surround (suono
posteriore per gli effetti). Il Dolby Stereo (Dolby Surround nei
prodotti consumer) è stato utilizzato per la prima volta
nella creazione della colonna sonora di Guerre stellari (1977).
Un ulteriore miglioramento nella qualità si è avuto
con l’uso del Dolby SR – Spectral Recording.
DTS – DIGITAL THEATER SYSTEM:
Analogamente al Dolby Digital, il DTS (Digital Theatre Systm) offre
5+1 canali audio. La differenza tra Dolby Digital e DTS sta nel
fatto che con il DTS la colonna sonora non è incisa sulla
pellicola, ma è registrata su CD. Sulla pellicola è
registrato solo un segnale di sincronia per il video.
I vantaggi nell’uso del suono digitale nella creazione della
dimensione sonora del film sono:
Canali surround stereo
Canale subwoofer dedicato agli effetti bassi
Perfetta separazione del fronte sonoro e grande potenza su tutti
i canali utilizzati (fino a 8)
Possibilità di creare una perfetta integrazione tra immagini
e audio avvolgente.
Il primo film realizzato in DTS dalla Universal Pictures è
stato Jurassic Park di Steven Spielberg. Si distingue dagli altri
sistemi di riproduzione del suono digitale perché usa il
film soltanto per la trascrizione di un timecode digitale accanto
alla colonna sonora analogica. Il timecode serve per sincronizzare
con le immagini la lettura della colonna sonora, interamente incisa
su Compact Disk.
Doppino: Cavo costituito da due
fili di rame, utilizzato nelle reti telefoniche per collegare i
singoli apparecchi alla centrale.
Drop out: Perdite di dati in
un dispositivo di memorizzazione; i drop out in un nastro sono dovuti
all'usura e al danneggiamento dello strato magnetico superficiale
che contiene le informazioni registrate.
DVE: (Digital Video Editing)
Elaborazione e il montaggio di spezzoni video in formato digitale.
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